La Bibliografia gramsciana, fondata da John M. Cammett, ora curata da Francesco Giasi e da Maria Luisa Righi con la collaborazione dell'International Gramsci Society raccoglie volumi, saggi e articoli su Gramsci pubblicati dal 1922 e pubblicazioni e traduzioni degli scritti di Gramsci dal 1927. Per aggiornamenti, integrazioni o correzioni scrivere a: bibliografiagramsciana@fondazionegramsci.org

  • Bartoli, Matteo
    Appunti di glottologia 1912-1913, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 2016, XLIV, 254
    un corso universitario di Matteo Bartoli redatto da Antonio Gramsci / a cura di Giancarlo Schirru

    Il testo qui edito è costituito dalla dispensa del corso di Glottologia tenuto da Matteo Bartoli all'università di Torino nell'anno accademico 1912-1913. I suoi motivi di interesse non riguardano soltanto la figura del celebre studioso di origine istriana che tenne quelle lezioni, o più in generale la storia degli studi linguistici in Italia e il loro sviluppo nell'istituzione universitaria, ma anche un particolare legato all'estensore materiale della matrice manoscritta da cui è stata tratta la stampa litografica: quest'ultimo è identificabile con Antonio Gramsci, allora studente all'università di Torino, in particolare impegnato negli studi linguistici sotto la guida proprio di Bartoli, con cui almeno fino al 1918 ebbe in progetto di compiere la propria tesi di laurea. Il documento ci consente dunque di conoscere con un certo dettaglio quale fosse l'insegnamento a cui Gramsci si era sottoposto nei suoi primi anni di università, quali le sue letture, quali gli strumenti scientifici di cui aveva appreso l'uso. Più in generale, è possibile dedurre da questo scritto in che modo Gramsci andava formando la sua personalità scientifica in un momento in cui egli intendeva indirizzarsi verso un preciso àmbito disciplinare, quello della linguistica appunto. La dispensa è già nota: fu segnalata da Renzo de Felice con una breve notizia pubblicata nel 1964 sulla «Rivista storica del socialismo», in cui l'autore afferma di trarre le sue informazioni da una copia in possesso «della signora Olga Pastore, che ringraziamo per la sua gentilezza e liberalità» (de Felice 1964, p. 219). L'esemplare nelle mani di de Felice sembra essere lo stesso conservato oggi presso la Fondazione Istituto Gramsci, come si evince da un'annotazione manoscritta da lui citata («La copia da noi esaminata presenta altresì una nota autografa di Antonio Gramsci a un amico e, evidentemente, compagno di studi», ibidem) che corrisponde a quella che si può ancora leggere sull'esemplare da noi consultato: «all'am[...] / domandando scusa per il ritardo / A. Gramsci». L'attribuzione della stesura materiale a Gramsci può essere avanzata sulla base della grafia, dal momento che la dispensa è riprodotta da una matrice manoscritta: il riconoscimento della mano di Gramsci nella scrittura che percorre l'intero volumetto è stato già proposto da de Felice («Le dispense [...] sono litografate e ripetono chiaramente l'inconfondibile carattere della calligrafia gramsciana», ibidem). [...]

    Introduzione, XI
    Appunti di glottologia. Anno Accademico 1912-1913, 1
    Apparati, 153
    Commento, 155
    Nota al testo, 169
    Bibliografia, 191
    Indici, 215
    Indice generale, 253

    FA PARTE DI: 4: *Documenti
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    Il testo qui edito è costituito dalla dispensa del corso di Glottologia tenuto da Matteo Bartoli all'università di Torino nell'anno accademico 1912-1913. I suoi motivi di interesse non riguardano soltanto la figura del celebre studioso di origine istriana che tenne quelle lezioni, o più in generale la storia degli studi linguistici in Italia e il loro sviluppo nell'istituzione universitaria, ma anche un particolare legato all'estensore materiale della matrice manoscritta da cui è stata tratta la stampa litografica: quest'ultimo è identificabile con Antonio Gramsci, allora studente all'università di Torino, in particolare impegnato negli studi linguistici sotto la guida proprio di Bartoli, con cui almeno fino al 1918 ebbe in progetto di compiere la propria tesi di laurea. Il documento ci consente dunque di conoscere con un certo dettaglio quale fosse l'insegnamento a cui Gramsci si era sottoposto nei suoi primi anni di università, quali le sue letture, quali gli strumenti scientifici di cui aveva appreso l'uso. Più in generale, è possibile dedurre da questo scritto in che modo Gramsci andava formando la sua personalità scientifica in un momento in cui egli intendeva indirizzarsi verso un preciso àmbito disciplinare, quello della linguistica appunto. La dispensa è già nota: fu segnalata da Renzo de Felice con una breve notizia pubblicata nel 1964 sulla «Rivista storica del socialismo», in cui l'autore afferma di trarre le sue informazioni da una copia in possesso «della signora Olga Pastore, che ringraziamo per la sua gentilezza e liberalità» (de Felice 1964, p. 219). L'esemplare nelle mani di de Felice sembra essere lo stesso conservato oggi presso la Fondazione Istituto Gramsci, come si evince da un'annotazione manoscritta da lui citata («La copia da noi esaminata presenta altresì una nota autografa di Antonio Gramsci a un amico e, evidentemente, compagno di studi», ibidem) che corrisponde a quella che si può ancora leggere sull'esemplare da noi consultato: «all'am[...] / domandando scusa per il ritardo / A. Gramsci». L'attribuzione della stesura materiale a Gramsci può essere avanzata sulla base della grafia, dal momento che la dispensa è riprodotta da una matrice manoscritta: il riconoscimento della mano di Gramsci nella scrittura che percorre l'intero volumetto è stato già proposto da de Felice («Le dispense [...] sono litografate e ripetono chiaramente l'inconfondibile carattere della calligrafia gramsciana», ibidem). [...]

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